Il mio soggiorno a Bologna è stato molto ‘toccata e fuga’ di due giorni, in quanto, ingenuamente, non immaginavamo nemmeno (né io, né la mia amica) le bellezze che questa città custodisce:

Abbiamo soggiornato il 29 e il 30 Giugno 2017, al Dopa Hostel.

IMG_20170701_083238.jpgUna foto della reception dell’ostello.

L’ostello era a circa dieci minuti dalla stazione di Bologna Centrale, in via Irnerio, comodo, con stanze piuttosto carine e a tema; al nostro arrivo ci ha accolto un ragazzo giovane che, dopo aver mostrato tutti i servizi della struttura, ci ha spiegato cosa vale la pena visitare a Bologna, dandoci anche una cartina. Così, prese dall’entusiasmo, ci siamo addentrate nelle vie bolognesi e siamo arrivate nella piazza principale di Bologna, Piazza Maggiore, dove in estate alla sera vi è il cinema (gratuito) all’aperto, per poi andare in Piazza Galvani. In quest’ultima piazza vi è la Basilica di San Petronio, attualmente in restauro, dove con una spesa di 3 euro è stato possibile andare sulla terrazza panoramica (prendendo le scale o tramite l’ascensore, entrambi immessi tra un sistema di ponteggi) e ammirare Bologna dall’alto: ciò è possibile solo in questo periodo (da quanto ho capito) e il biglietto sostiene il restauro stesso, quindi è proprio una bella iniziativa!

IMG_20170629_171549.jpgLa vista dall’alto di Bologna.

Dopo un gelato preso da Venchi, abbiamo visitato la Biblioteca Salaborsa, presente in Piazza del Nettuno. Il palazzo che ospita questo servizio è qualcosa di spettacolare: al suo interno, un mix tra classico e moderno, all’ultimo piano vi sono stanze di vetro adibite allo studio dei ragazzi universitari bolognesi, ed oltre ad esse, vi è una serie di attività che hanno lo scopo di mostrare la città (un plastico, una bicicletta posta davanti ad uno schermo…).

IMG_20170629_174432.jpgUna foto della Biblioteca Salaborsa.

Uscite e ancora incantate dalla biblioteca, siamo andate al Mercato delle erbe, un mercato coperto che si trova in via Ugo Bassi, dove oltre ai banchi di frutta, verdura e spezie, vi sono anche dei locali, ideali per un aperitivo.

Siamo poi passate in Piazza San Francesco, dove è presente una Basilica di arte Gotica, che purtroppo era chiusa, ma anche l’esterno è piuttosto particolare: vi sono tre Arche, monumenti funebri, di Accursio e figlio, del giurista Odofredo e di Rolandino dei Romanzi. Vicino a questa piazza c’è via del Pratello, piuttosto famosa per aperitivi e per il dopocena. Non troppo lontano, in via S. Isaia, al momento c’è una mostra intitolata Van Gogh Alive, una rivisitazione moderna incentrata sulle opere dell’autore, che vengono proiettate sulle pareti e sul pavimento: io e la mia amica non ci siamo andate, ma in tutta Bologna è piuttosto pubblicizzata.

Dopo una breve pausa in ostello, siamo andate alla caccia di un posto dove cenare: grazie ai consigli del personale, abbiamo scelto ‘La montanara’, una trattoria in via Augusto Righi, dove ho mangiato dei buonissimi tagliolini alla cipolla: il locale è piuttosto particolare, con piatti e targhe decorative che tappezzano pareti e soffitto, il personale è cordiale e il menù non è immenso ma presenta perlopiù piatti tipici bolognesi, quindi merita una visita. Vi è inoltre un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Dopo due passi in via Indipendenza, dove ci sono parecchi negozi, siamo tornate in ostello.

Il secondo giorno ci siamo dirette verso il centro e in Piazza dell’8 Agosto abbiamo trovato una piacevole sorpresa: il mercato. Esso non si limita alla piazza, ma entra anche nel Parco della Montagnola, dove vi sono i banchi più particolari: occhiali vintage, orecchini orientali e sciarpe di seta sono solo un esempio di ciò che potrete trovare, io ne sono rimasta incantata! Mentre invece nella piazza trovate i classici banchi da mercato.

Il resto della mattinata poi l’abbiamo passato facendo la passeggiata sotto ai portici che portano al Santuario di San Luca: è tradizione a Bologna farla il giorno dopo Pasqua e concluderla con un pic nic nel piazzale davanti al Santuario. Onestamente non me la sento di consigliarvela se dedicate solo due giorni a Bologna o se non siete particolarmente atletici, poiché ci sono tantissime scalinate.

IMG_20170630_113145.jpgI portici antecedenti alle vere scalinate (faticose).

Dopo il pranzo al sacco siamo tornate nel centro della città, passando per la zona Universitaria, Palazzo Poggi per intenderci. Qui si respira proprio il clima bolognese ed è qualcosa di eccezionale.

In seguito abbiamo visitato il Teatro Anatomico (costo del biglietto: 3 euro), presente nel Palazzo dell’Archiginnasio, che abbiamo in parte visitato. Il Teatro Anatomico è stata l’aula universitaria dove per anni si sono svolte le lezioni di Medicina, e nella cattedra posta al centro dell’aula venivano studiati i cadaveri.

IMG_20170630_161429.jpgIl teatro Anatomico.

Dopo esser passate da Piazza di Porta Ravegnana e aver visto le Torri di Bologna, sotto le quali vi erano dei banchetti di prodotti fatti a mano, quali gioielli e cornici, siamo andati in Piazza S. Stefano, dove abbiamo visitato la Basilica e il Museo dei Frati. Per merenda abbiamo poi preso un gelato alla ‘Cremeria Le Sette Chiese’, non molto lontana dalla Basilica.

A cena siamo state in un ristorante (che vende anche libri) chiamato ‘Vamolà’, il cui biglietto da visita recita ‘Cibo per il corpo, bicchieri per lo spirito, libri per l’animo’. Qui ho mangiato delle squisite tagliatelle al ragù e per dolce la torta tenerina con il mascarpone (forse in questo caso sono stati un po’ scarsi con la dose). Il locale è molto curato e il personale è stato molto gentile. Per chi non lo sapesse, la torta tenerina è tipica di Ferrara, ma molto presente nei menù bolognesi, è al cioccolato ed è croccante all’esterno e soffice all’interno. Più che consigliata!

IMG_20170630_211514.jpgLa torta tenerina al Vamolà.

Dopo cena siamo state alla manifestazione più suggestiva e intrisa di spirito bolognese, presente tutte le estati: il Botanique. Se capitate in città in giugno o in luglio, non potete farvi scappare questa occasione! In pratica, nei Giardini di Via Filippo Re viene installato un palco e quasi tutte le sere vi è musica dal vivo (l’entrata è a offerta libera). La sera in cui ci siamo state io e la mia amica, vi erano gli Aprés La Classe, un gruppo salentino che ha fatto divertire e ballare centinaia di ragazzi.

Finito il concerto abbiamo fatto un giro in centro e siamo andate a bere un bicchiere di vino al Gesto, un locale in Via Porta Nova. E’ un locale piuttosto alternativo, dove per ordinare si deve scrivere su lavagnette con il gesso; il menù è ricco di drink e di diverse tipologie di vino.

Purtroppo il giorno dopo è stato già il momento di ripartire, ma tornerò sicuramente a Bologna!

Nb. I Bolognesi hanno uno stile tutto loro, specie i ragazzi universitari: senza alcuna difficoltà si possono trovare gruppi di giovani seduti in mezzo ad una piazza a suonare una chitarra o a mangiare una pizza. Non essendo esageratamente piena di turisti, si può assaporare il vero clima tipico della città, ed è una cosa che io e la mia amica abbiamo molto apprezzato. Non è una città particolarmente cara, quindi ve la consiglio per un possibile weekend low budget.

 

 

 

 

 

 


7 commenti

Lalla · agosto 3, 2017 alle 4:13 pm

Mi stavo chiedendo come mai non menzionassi i tipi tipici bolognesi… ma poi eccoli li, alla fine del post!
E’ bellissimo rivivere tutto a qualche settimana dal rientro!!!

Ps: apprezzo molto la foto della torta, sai con quale altra foto starebbe benissimo?

    smileandtravelweb · agosto 3, 2017 alle 4:40 pm

    Ahahhahahahah non potevo non nominare i tipi tipici! E si, so quale altra foto starebbe benissimo insieme alla foto della tenerina ahahhaha

viagginitalia · settembre 26, 2017 alle 12:51 pm

Bologna è una città magnifica che ha davvero molto da offrire senza essere caotica come le grandi metropoli!

riccardz · settembre 26, 2017 alle 4:28 pm

Una delle chicche per cui varrà la pena ritornarci è il Compianto sul Cristo morto

Un tour per l’Italia | Smile and travel · agosto 28, 2017 alle 6:24 pm

[…] Bologna, città non troppo lontana da me, forse due ore di treno da Milano, però entrambe non l’avevamo mai vista e, soprattutto, siamo state affascinate dall’idea di libertà e divertimento che essa suscita; […]

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