Napoli, tra leggende e tradizioni

La permanenza a Napoli è durata quattro giorni, di cui due dedicati a Pompei e Sorrento.

Io e la mia amica abbiamo soggiornato presso Hostel of the Sun, piuttosto vicino al mare e a metà tra due fermate della metro (Università e Municipio), quindi molto comodo. Il personale si è dimostrato caloroso fin da subito, quando durante il check-in ci ha offerto un bicchiere d’acqua e ci ha dato subito confidenza, cosa che ho molto apprezzato. Il clima all’interno della struttura era davvero ottimo, poiché tutti erano amichevoli e socievoli. Alla reception si sono alternate tre diverse persone, fantastiche e disponibilissime. La pulizia era ottima e le stanze avevano l’aria condizionata, ostello assolutamente consigliato!

Il primo giorno siamo arrivate nel tardo pomeriggio, abbiamo sistemato i bagagli e abbiamo fatto un giro nel centro storico, che mostra le tradizioni napoletane, dai ristoranti ai presepi. Abbiamo cenato con, ovviamente, una pizza e poi siamo andate in un locale, il ‘Boof’, super consigliato dall’ostello, i cui proprietari sono due ragazzi, uno dei quali ci ha spiegato diverse cose su Napoli e ci ha raccontato come essa sia cambiata negli anni, distruggendo gli stereotipi che tanto vengono usati al nord nei confronti di questa città. Il locale è particolare e curato nei dettagli, consigliato!

Il secondo giorno lo abbiamo dedicato totalmente alla città, servendoci a volte della metro (prezzo corsa singola: 1,10 euro), che contro ogni aspettativa funziona molto bene e le stazioni sono pulitissime, unica nota ‘negativa’ è il fatto che la frequenza dei treni non è come quella di Milano, qui penso ce ne sia uno ogni 10/15 minuti. Siamo state al Museo delle Torture (entrata ridotta per gli studenti, 4 euro), vicino alla via chiamata Spaccanapoli, abbiamo visitato il Duomo e il Battistero, e poi siamo andate all’entrata di Napoli Sotterranea, il posto che più ho preferito. Con un biglietto di 10 euro (credo che siano stati i soldi meglio spesi di tutta la vacanza) si accedeva ad essa con una guida che faceva da Cicerone. In pratica, per chi non lo sapesse, Napoli Sotterranea nasce come cava di tufo e successivamente ha acquisito la funzione di pozzo, diverse volte è stata chiusa e poi riaperta a causa di decisioni istituzionali o malattie infettive; durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale è stata usata come rifugio antiaereo. Nei tanti anni questo luogo ha dato origine a diverse leggende, principalmente due:

  • Tutti perdiamo oggetti per casa, e quando ciò succede ai napoletani loro danno la colpa al Monachello, questa figura che si rifà alla storia di un personaggio vissuto davvero, ossia il pozzaro. Quando Napoli Sotterranea era un pozzo pieno di cunicoli e soprattutto d’acqua, affinché questa fosse pulita venivano assoldati degli uomini di piccola corporatura che vestivano come dei monaci, con un grosso cappuccio; questi spesso non erano pagati a causa della scorrettezza di chi li assumeva, quindi il pozzaro di notte, tramite i cunicoli, arrivava direttamente a casa dei disonesti (che comunque erano benestanti e vivevano in lussuose ville) e rubava ciò che valeva quanto la paga che avrebbero dovuto ricevere. Da qui la leggenda del monachello che ruba di notte ed è la causa per cui non si ritrovano gli oggetti perduti (come il famoso calzino nella lavatrice).
  • La seconda leggenda ruota intorno al Tufello, un vino che si diceva rendesse fertili le donne. Una parte della Napoli Sotterranea, quando questa non era più un pozzo, era una cantina, dove le suore devote a Sant’Anna si diceva mettessero per ogni bottiglia di vino una goccia del sangue della Santa e che fosse proprio questa goccia a rendere miracoloso il vino, che in realtà era solo una scusa per cui le suore rimanevano incinte dopo aver avuto rapporti con dei frati (anch’essi avevano accesso a questa cantina).

Attualmente Napoli Sotterranea ha solo una parte ancora riempita con dell’acqua, che si raggiunge in modo molto suggestivo, tramite dei cunicoli che vengono illuminati da delle candele, distribuite a tutti i visitatori. Il resto dei sotterranei non ha acqua, in alcuni punti vi sono oggetti appartenuti ai rifugiati del tempo di guerra, vi sono delle installazioni di opere d’arte moderne (anche se credo che sia una cosa solo temporanea) e vi è una sorta di orto, ciò che resta di un progetto che aveva vinto un concorso, mai messo interamente in atto a causa di mancanza di fondi.

IMG_20170708_124019Una foto della parte di Napoli Sotterranea dove vi è ancora l’acqua.

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IMG_20170708_124225Due foto del progetto di cui ho parlato.

Compreso nel prezzo del biglietto c’è anche la visita al Teatro Greco Romano che viene definito ‘incastonato’, in quanto negli anni sono state create case a partire da questa costruzione iniziale e quindi è letteralmente ‘incastrato’ tra diversi appartamenti, infatti per entrarci si passa da una casa. E, sempre compresa, vi è anche la visita alla Summa Cavea del Teatro, che ora ospita un’esposizione di presepi.

Dopo un pranzo con delle alici fritte comprate al ‘Decumano 31’, uno delle tante friggitorie presenti in via S.Biagio dei Librai, abbiamo visitato la Cappella San Severo (biglietto ridotto per gli studenti, 5 euro) che vi consiglio di vedere con l’ausilio dell’audioguida, come abbiamo fatto noi, poiché è una struttura molto ricca di storie e significati. Al centro della Cappella vi è il famosissimo Cristo Velato.

Abbiamo poi fatto due passi in Via Toledo, una delle vie principali, costellata di negozi, e in seguito siamo passate per le Gallerie Umberto I, molto simile alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Davvero carina è la Piazza Plebiscito, piuttosto grande, e vicino vi è il Teatro S. Carlo.

IMG_20170708_154943.jpgUna via che incrocia con via Toledo.

IMG_20170708_161233.jpgPiazza Plebiscito.

Tramite la metro siamo arrivate in Piazza Vanvitelli, e dopo aver ammirato la vista da Via Palizzi, siamo state a Castel Sant’Elmo, che purtroppo abbiamo trovato chiuso a causa dell’ora.

IMG_20170708_182021.jpgLa vista da via Palizzi.

Dopo una pizza, siamo state ad una festa con musica elettronica organizzata nell’Università, che non è stata proprio fantastica: purtroppo una parte dei napoletani è restia ad accogliere le persone che vengono dal nord.

La terza giornata l’abbiamo dedicata alla fantastica Pompei, alla quale dedicherò un post a parte sull’itinerario che abbiamo svolto. Gli scavi sono immensi, quindi il mio consiglio è di visitarli dalla mattina, e un’altra cosa, sebbene vi siano diverse fontanelle non vi è altrettanta ombra, quindi credo sia più piacevole una gita del genere durante le mezze stagioni. Avevo sentito pareri negativi su questi scavi, sulla pulizia e sul fatto che ci siano dei cani randagi, in realtà sono curati, non sono sporchi (a parte i bagni vicino a Villa dei Misteri) e ho visto solo due cani che non davano alcun fastidio. Qualche tempo fa era possibile fare un biglietto unico per Pompei ed Ercolano, ma al momento questo servizio è sospeso. Per arrivare a Pompei si prende la Circumvesuviana, una ferrovia napoletana, piuttosto comoda (anche se lenta poiché si ferma in tutti i paesini) ma parecchio calda. Il prezzo del biglietto per il trasporto è veramente basso (3,50 euro e si ha la possibilità di usare i mezzi per 140 minuti).

La sera, tornate a Napoli abbiamo cenato in uno dei pochissimi posti aperti, perché la domenica circa l’80% dei ristoranti sono chiusi, poi siamo state in un posto fantastico, la Libreria Berisio, che di giorno è appunto una libreria, mentre di sera fa da locale ed è un posto molto suggestivo che merita davvero una visita se capitate in città.

L’ultimo giorno l’abbiamo passato a Sorrento, che abbiamo raggiunto sempre tramite la Circumvesuviana. Ci siamo dirette alle spiagge, quindi non abbiamo visitato la città: esse non sono proprio fantastiche, sono piccole, affollatissime e super care; noi siamo state alla spiaggia Leonelli, abbiamo pagato 23,50 euro per un lettino e un ombrellone, ed eravamo appiccicate ad altre persone, tutt’altro che silenziose. Se siete abituati alle calme spiagge liguri o alle lunghe passeggiate nei lidi romagnoli, non resterete sicuramente affascinati da questo posto.

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IMG_20170710_130133.jpgImmagini di Sorrento.

A cena siamo tornate a Napoli e, dopo una pizza, abbiamo trovato dei ragazzi che alloggiavano nel nostro ostello con cui abbiamo fatto due passi. Il bello dell’ostello in cui siamo state era anche il fatto che ci fossero persone da tutto il mondo: questi due ragazzi si erano appena conosciuti e venivano da due diverse parti del mondo, Scott, da Manchester, con il quale sono diventata molto amica e che sento spesso, e Luis, da Bogotá, un business manager desideroso di imparare l’italiano. Con loro abbiamo poi fatto colazione il giorno dopo e siamo andati tutti insieme in stazione, salutando loro e la fantastica Napoli, che conto di rivisitare sicuramente.

Su Napoli avrei mille considerazioni da fare: siamo partite forse piene di pregiudizi e quasi impaurite, ma in realtà è una semplicissima città, con la stessa criminalità che può avere qualsiasi città italiana. L’unica cosa su cui i pregiudizi sono forse corretti è il comportamento dei napoletani sulla strada: oltre ai caschi quasi inesistenti, guidano un po’ come dei pazzi, senza rispettare i segnali e pertanto attraversare la strada sulle strisce pedonali a volte è proprio un’impresa!
Una cosa che fa un po’ ridere, è il fatto che diverse pizzerie dicono di esser state le uniche visitate da Bill Clinton, quando in realtà penso abbia mangiato presso più di un posto, e un’altra cosa un po’ strana è che buona parte dei locali (dalle gelaterie d’asporto ai ristoranti) esibisce al proprio interno dei premi mai sentiti prima d’ora, come ‘Il cono d’oro’ o ‘Premio pizza margherita’.
Una cosa strana che ci è capitata è il fatto che diverse ragazze napoletane, con cui abbiamo scambiato due chiacchiere, sono rimaste impressionate e quasi incredule dal fatto che viaggiassimo solo in due.
Per quanto riguarda la sicurezza e il parere su di essa, abbiamo trovato due idee discordanti: alcuni napoletani dicevano che non ci sono problemi, più di uno invece quasi ci allarmava sconsigliando alcune vie o dicendoci di passare velocemente in un determinato posto.

Visitare e soggiornare Napoli non è per niente caro: per darvi un’idea, una pizza margherita costa dai 3,50 ai 4,00 euro e anche altri piatti sono davvero low cost, quindi se volete passare qualche giorno fuori casa in un posto che merita, ma non avete un budget altissimo, questa città fa al caso vostro!

 

Una risposta a “Napoli, tra leggende e tradizioni”

  1. […] Napoli, che a dir la verità inizialmente, non curanti di ciò che effettivamente offre la città, abbiamo aggiunto al tour solo perché entrambe non l’avevamo mai vista, una volta là abbiamo visitato anche Pompei e Sorrento; […]

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