Durante la settimana passata a Sanremo, ho visitato una delle ricchezze che Imperia offre: Villa Grock. Nata come Villa Bianca, oggi ospita il Museo del Clown, e racchiude in sé la storia di colui che ha rivoluzionato questo mestiere, Adrien Charles Wettach. Per parlare della villa e del museo è necessario fare un preambolo su di lui.

DSC03814.JPGL’entrata alla Villa.

DSC03819Una statua posta all’ingresso che raffigura Grock.

Nato in una famiglia numerosa, Adrien vive in Svizzera, conosce la povertà, ma grazie alla filosofia di vita abbracciata dai genitori, essa è in secondo piano. Con la massima “Non ci sono problemi ma solo soluzioni da trovare”, la famiglia apre un locale dove, oltre ad offrire cibo, dona ai propri clienti uno spettacolo che vede come attori i figli, tra i quali Adrien. Fin da bambino impara a mettersi in gioco con creatività, e dopo aver visto uno spettacolo al circo, si innamora di esso, tanto da voler farne parte anche solo come bigliettaio. Il destino vuole che uno dei due clown della compagnia non può più lavorare e viene sostituito da Adrien, che incanta il pubblico e il direttore.
I clown all’epoca erano dei semplici “tappabuchi” che intervallavano gli spettacoli veri e propri di contorsionisti e giocolieri. Adrien, in arte Grock, fa passare il clown da marginale a protagonista: gli dona la parola, e col tempo si stacca dal circo e lo porta a teatro, dove è affiancato da una spalla.
Grock diventa quindi un maestro nel suo lavoro: conosce 8 lingue, suona 14 strumenti, viene adorato da Churchill e diventa amico di Charlie Chaplin, di Picasso e di Stanlio e Olio.
Per amore si trasferisce ad Imperia, dove progetta la sua casa (Villa Grock) costruendo ciò che si può definire un “circo di pietra”, dove vi sono alcune cose misteriose, che invitano il visitatore ad essere attento e curioso nei confronti di ciò che lo circonda:

  • Al primo piano vi è un soffitto con un affresco che raffigura delle stelle ed una corda, anziché essere un cielo stellato, rappresenta l’interno del tendone del circo.
    DSC03912.JPG
  • Il laghetto, che si trova nel cuore del parco, è metafora della pista, che è il cuore del circo.
    DSC03921.JPG
  • Nel giardino sono presenti dei lampioni con delle luci “a pallina” gialle e rosse, che riflettendosi nel laghetto ricordano un giocoliere.
    DSC03937DSC03939
  • In tutta la villa sono presenti chiocciole e spirali, ciò perché questo simbolo, secondo Adrien, rappresenta l’acqua, elemento della natura che non ha mai smesso di giocare.
    DSC03853DSC03920DSC03924
  • In una sorta di nicchia nel parco, è presente la frase “Per aspera ad astra” (significato letterale: “Attraverso le asperità fino alle stelle”), e per parecchio tempo coloro che attualmente curano questa Villa si sono chiesti il vero significato, fino a giungere a questa conclusione: durante tutti gli spettacoli i clown cadono e si fanno male, qualsiasi altro personaggio vivrebbe questa scena in modo tragico, morendo, mentre questa figura non muore mai ma si rialza perché stupefatto da qualcosa che lo circonda e che lo porta a continuare il suo vissuto. Il clown non è scemo, ma stupido: uno scemo non guarda, non ascolta e non pensa perché è vuoto (scemare infatti può significare svuotato, finito), mentre invece lo stupido si stupisce, anche delle piccole cose, le acchiappa e diventano la sua felicità, è quindi “portato alle stelle” seppure sia a gambe all’aria su di un palco. Da qui ne può nascere una filosofia di vita: anche nelle peggiori situazioni, c’è sempre una soluzione o una cosa bella che può far rialzare.

La visita a Villa Grock inizia con la proiezione di uno spettacolo del Clown a teatro, e in seguito una guida spiega e mostra ciò che in breve ho cercato di riassumere sopra. Dopo la spiegazione, ottima ed entusiasmante, si ha la possibilità di visitare il museo interattivo disposto sui diversi piani: è un ottimo esempio di come la tecnologia possa conciliarsi con la cultura, ci sono diverse attività che raccontano il mestiere del Clown, divertenti per i più piccoli e molto apprezzate dai più grandi. Vi sono la sala del trucco, una sorta di grande bacheca che mostra gli oggetti principali del mestiere (naso rosso, scarpe grosse…) e diverse stanze dedicate a dei giochi e alcune alla storia del vecchio proprietario di casa.
DSC03852DSC03858DSC03861DSC03881
E’ possibile visitare il parco, dentro al quale vi è una sorta di dependance, dove una proiezione racconta parte della vita di Adrien.

DSC03934DSC03935DSC03956Alcuni scatti del parco.
NB. La visita, sia della Villa che del parco, richiede un paio d’ore. Purtroppo è possibile visitare il tutto solo un giorno alla settimana, il Lunedì (15:00-18:00), salvo per i gruppi numerosi, per cui l’organizzazione è disposta ad aprire su prenotazione anche durante il resto della settimana. Il prezzo del biglietto è 5,50 euro intero e 4,00 euro il ridotto (studenti e over 75).
Vi consiglio vivamente di visitare questo Museo, l’ho apprezzato molto ed è stato divertente cimentarsi nelle varie attività che offre al suo interno 🙂

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

it_ITItalian
it_ITItalian
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti