Questa città penso mi abbia rubato un pezzo di cuore ed è la meta francese che più ho preferito. Inizialmente scelsi Avignone poiché dando un’occhiata su internet mi accorsi del fatto che fosse piena di cose da vedere, e nessuna scelta fu mai così azzeccata!

E’ una città cinta da mura, visibili fin dall’uscita dalla stazione.

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Il centro non è immenso e soprattutto non è lontano dalla Gare Avignon Centre, ciò fa si che questa città sia a misura d’uomo, grazie anche alle ampie zone pedonali.
Dopo aver varcato Porte de la République, la porta nelle mura direttamente davanti alla stazione, comincia Cours Jean Jaurès, che poi diventerà Rue de la République, la via principale della città, dove vi sono dei pub, i negozi (soprattutto catene, quelli più particolari e ricercati sono nelle viette centrali, ad esempio in Rue de la Balance) e il centro d’informazione turistica, molto valido.

IMG_20170903_124854.jpgRue de la République.

Io ho soggiornato al Pop’ Hostel, che si affaccia direttamente su Rue de la République: posizione centralissima, personale cordialissimo e pulizia contraddistinguono questo ostello, che consiglio assolutamente.

IMG_20170902_203015.jpgLa vista su Rue de la République dalla camera dell’ostello.

Il mio soggiorno ad Avignone è durato due giorni: il primo in realtà è stato solo un pomeriggio, che ho sfruttato dando un’occhiata generale alla città e visitando l’ufficio turistico, mentre il secondo giorno ho visitato la città senza fermarmi mezzo minuto!

La mattina del secondo giorno ha avuto inizio dopo aver comprato una sciarpa per proteggermi dal vento; Avignone, oltre ad esser conosciuta come ‘Città dei Papi’, è famosa per esser catalogata come ‘Città dei venti’, poiché affacciandosi sul fiume Rodano su due lati, è colpita da un grande vento, quindi munitevi di sciarpa e burrocacao nel caso vogliate visitarla!

Passando per la Place De l’Horloge, mi sono ritrovata nella piazza davanti al Palazzo dei Papi, che ignorantemente non ho visitato (e ora mi mangio le mani, ma va beh, vorrà dire che dovrò tornarci per forza una seconda volta), ma ho passato per poi arrivare al Rocher des Doms, dove si può ammirare una bellissima vista se si va in quello che è una sorta di spiazzo, chiamato Espace Jeanne Laurent. Da qui poi è stato piuttosto semplice raggiungere il Pont d’Avignon, l’altro grande simbolo della città. Con l’acquisto di un biglietto (4 euro per gli studenti) è possibile salire su di esso accompagnati dalle spiegazioni dell’audioguida (ovviamente nella propria lingua).

IMG_20170903_095043.jpgIl Palazzo dei Papi.
Sull’origine del ponte vi è una leggenda: un giovane di nome Bénezet un giorno scese dalle montagne e arrivò ad Avignone dicendo che Dio lo aveva incaricato di costruire un ponte sul Rodano; schernito da tutti e considerato un pazzo, Bénezet prese un masso che giaceva nella città da anni e che nessuno era mai riuscito a sollevare e lo buttò nel fiume, e si dice che questa fu la prima pietra del ponte, costruito poi perché dopo questa azione il giovane si guadagnò la fiducia di tutti. In realtà questa è una rivisitazione fantasiosa di quella che fu la vera vicenda: Bénezet non è altro che un giovane imprenditore che decide di costruire un ponte, purtroppo questo progetto non lo vedrà mai realizzato poiché muore a 25 anni; proclamato Santo dal popolo, si mettono le sue spoglie nella cappella che si trova all’inizio del ponte (unica parte costruita in quel momento). Mancano i fondi per continuare i lavori e così gli Avignonesi decidono di “monetizzare” le reliquie e tramite ciò riescono a guadagnare i soldi per proseguire e terminare la costruzione, nel 1185. Si stima che il ponte fosse lungo 920 metri e avesse 22 arcate, oggi invece conta solo 4 arcate e ha due cappelle sovrapposte perché negli anni il ponte in diversi punti è ceduto, specie durante la piccola età glaciale nel 14esimo secolo.
Tante storie e tanti documenti parlano di questo ponte: per secoli ebbe la funzione di regolare lo scambio fluviale (pedaggio…); un mercante scrisse che non lo si poteva attraversare senza trovare due monaci, due asini e due prostitute. Questa costruzione è inoltre la protagonista di una canzone per bambini (“Sur le pont d’Avignone’).
Nel 2010 ha avuto inizio un progetto per creare con un software 3d la ricostruzione fedele del ponte; di ciò gli avignonesi vanno fieri e in ogni museo o monumento della città potete trovare dei riferimenti ad esso.

IMG_20170903_111026.jpgFoto scattata dal ponte.

IMG_20170903_115219.jpgIl ponte.

Dopo questa visita, prendendo una navetta gratuita sul Rodano, ho visitato l’Ile de la Barthelasse, l’isoletta che col tempo si è formata in mezzo al fiume. Quel giorno c’era l’esposizione delle associazioni, quindi vi erano mille banchetti che offrivano tante attività interessanti da intraprendere. Di solito invece vi sono solo i campeggi, e sul lungofiume vi è una ciclabile fantastica.

Nel pomeriggio ho visitato Villeneuve-lès-Avignon, dove vi è la Tour Philippe Le Bel e il Fort Saint-André con annessi giardini. Visitare la torre costa 2 euro e ve lo consiglio vivamente perché ho visto quello che poi è diventato il mio panorama preferito.

IMG_20170903_143750.jpgScorcio di Villeneuve-lès-Avignon.

IMG_20170903_140928.jpgIn lontananza si può ammirare la Tour Philippe Le Bel.

IMG_20170903_142012.jpgLa Tour de Philippe Le Bel.

sksksksk.jpgIo, provata dalla stanchezza ma felice, con il mio panorama preferito.

Il forte è molto caratteristico, al suo interno è possibile inoltre vedere dei graffiti di qualche secolo fa, la sala di prigionia, una mensa e una latrina; la visita è gratuita per chi ha meno di 26 anni. A mio avviso sarebbe forse più gradevole avere un audioguida, in modo d’aver un filo da seguire, senza perdersi (cosa più che possibile) o perdere dei dettagli importanti. Più tardi ho poi visitato i giardini, veramente belli, dove all’interno, oltre a dei resti di una cattedrale e un piccolo cimitero, vi è un giardino italiano con un laghetto. Fino ai primi di settembre vi era l’esposizione di due artiste che lavorano la ceramica, molto piacevole da visitare.

IMG_20170903_144122.jpgIl Forte.

IMG_20170903_150438.jpgUna parte del Forte.

IMG_20170903_154021.jpgIl giardino italiano.

IMG_20170903_153237.jpgL’esposizione di ceramiche.

Dopo aver cenato, ho passato la serata con dei ragazzi conosciuti in ostello: siamo stati al Palazzo dei Papi dove con un biglietto di 10 euro è stato possibile ammirare il fantastico spettacolo di luci (“Luminessences”), una delle cose che ho più preferito in tutta la vacanza; dopo abbiamo preso una birra in un Irish pub dove incredibilmente ho trovato un barista originario di Roma. Il resto della serata lo abbiamo passato sul terrazzo dell’ostello, che rimane aperto 24 ore su 24 (a differenza di molti altri ostelli dove sono stata, in cui l’area comune chiudeva alle 23). Ho passato la sera più bella di tutto il viaggio con persone provenienti da tutte le parti del mondo, dal Canada al Belgio, ed è stata un’esperienza fantastica!

IMG_20170903_220437.jpgFoto scattata durante lo spettacolo.

Purtroppo il giorno dopo, con lo zaino in spalla, siamo partiti verso un’altra meta e ho dovuto abbandonare questa fantastica città dove conto assolutamente di tornare.

Se siete interessati a visitare la città e avete bisogno di ulteriori informazioni, non esitate a chiedere! Consiglio di restare ad Avignone almeno un weekend, ma sconsiglio la permanenza per un’intera settimana nel caso in cui siate intenzionati a non muovervi dalla città e visitare ciò che ha vicino.
Custodirò per sempre un bellissimo ricordo della permanenza in questa piccola e deliziosa città.

 


22 commenti

massimolegnani · settembre 21, 2017 alle 12:38 am

pensa che a metà del tuo resoconto volevo consigliarti di andare la prossima volta anche a villeneuve dall’altra sponda del rodano da cui si gode una vista notevole su avignone…poi sono andato avanti e ho visto che ci sei stata. brava, ottima scelta e bel diario di viaggio 🙂
ml

vikibaum · settembre 21, 2017 alle 10:36 am

avignone è splendida, come dice ML villeneuve meritava la tua visita…ho letto anche di marsiglia…secondo me dovresti approfondire, la zona del porto è molto caratteristica, bel blog, ciauuu

newwhitebear · settembre 21, 2017 alle 9:39 pm

Il tuo post invitaa fare una gita fuori porta fino ad Avignone. Grazie del passaggio

Rivogliolabarbie · settembre 26, 2017 alle 3:44 pm

Interessante itinerario, abbiamo Avignone in lista da tempo, è proprio ora di andarci!
Erica

    smileandtravelweb · settembre 26, 2017 alle 6:44 pm

    Merita assolutamente! A me è piaciuta tantissimo e conto di tornarci il prima possibile! 🙂

campanello54 · ottobre 2, 2017 alle 3:02 pm

Bella città, belle fotografie.

Paroledipaola · ottobre 2, 2017 alle 8:59 pm

È stupenda

luisa zambrotta · ottobre 5, 2017 alle 8:58 pm

Avignone è meravigliosa… e il tuo articolo stupendo!

    smileandtravelweb · ottobre 5, 2017 alle 9:02 pm

    Gentilissima, grazie!! Avignone è una delle mie città preferite in assoluto!

eliysa · ottobre 27, 2017 alle 8:10 pm

Bellissima veramente Avignone! E il tuo blog molto interessante!

ipensieridigiulianoblog · ottobre 30, 2017 alle 7:23 pm

Ciao sono ipensieridigiuliano blog. Colgo l’occasione per ringraziarla. Ho letto il suo articolo: ” Nizza: una città da visitare” così come “Avignone”. Complimenti per lo stile immediato delle descrizioni. Grazie per aver apprezzato i miei lavori.

    smileandtravelweb · ottobre 30, 2017 alle 7:37 pm

    Grazie a lei per aver dato un’occhiata ai miei post! Sono davvero all’inizio e mi fa piacere che vengano apprezzati! Grazie davvero

topometallo · novembre 13, 2017 alle 8:06 am

“io, stanca ma felice” e ci credo, d’accordo che io ormai sono un vecchietto, ma per Villeneuve-lès-Avignon avevo vergognosamente sfruttato gli autobus per attraversare il fiume 😀

    smileandtravelweb · novembre 13, 2017 alle 9:26 am

    Però al ritorno ho sgarrato e ho preso anche io l’autobus ahahahhahaha

Interrail in Francia: itinerario e consigli | Smile and travel · ottobre 20, 2017 alle 6:48 pm

[…] Avignone, dove siamo stati due giorni, scelta perché affascinati dalle foto presenti su Google; penso che sia stata la meta che ho preferito di più. […]

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