Modica e il Castello dei Conti

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Modica, definita “melagrana spaccata” a causa degli edifici che la compongono, è una cittadina poco distante da Ragusa ed è conosciuta per la produzione di cioccolato. Essa si erge su quattro colli e a differenza di quanto immaginavo, è un posto poco preso di mira dai turisti rispetto al resto della zona, quindi la nostra gita è stata all’insegna della tranquillità, senza l’ansia di non trovare parcheggio o di dover aspettare troppo per visitare le attrazioni che essa offre.


Capite perché “melagrana spaccata”?

La via principale è Corso Umberto I, dove è anche possibile ammirare la Chiesa di San Pietro che si erge maestosa circa a metà via.


La Chiesa di San Pietro.

Le attrazioni della città sono soprattutto le chiese, infatti ve ne sono addirittura 100 (contando anche quelle nelle campagne modicane). Particolare e curioso è invece il Castello dei Conti.
Il castello dei Conti si trova nel cuore della città e lo abbiamo visitato in compagnia di una preparatissima guida turistica che ce lo ha fatto conoscere e molto apprezzare. Il Castello, come si può capire dal nome che assume, è stato dimora dei Conti, prima Chiaramonte e poi Cabrera e attualmente ha una struttura moderna, poiché è stato in parte ricostruito dopo il terremoto del 1693 che ha interessato la zona. All’entrata è possibile notare le carceri, formate da quattro celle, ognuna destinata a persone diverse: donne, uomini, ecclesiastici e gentiluomini (che magari peccavano per non aver pagato delle tasse). In particolare, le celle degli uomini e delle donne presentavano in un angolo un buco, dove venivano messe le persone per torturarle. Invece, per i ladri che tramavano contro il Conte o per coloro che avevano commesso un omicidio, era presente una cella completamente sotterranea (profonda 7 metri) che in un secondo tempo è poi stata usata come cisterna. Ad accompagnare le celle è inoltre presente poco lontano la stanza del boia.


La cella delle donne.


Un disegno presente nella cella degli uomini.


La cella sotterranea.

Molte sono le leggende e le storie legate al Castello: ad esempio è stato sede dell’uccisione di 25 donne considerate delle streghe.
Nell’epoca dei Conti, la Torre Campanaria scandiva la vita del castello con le sue campane; dal 1755 la torre è diventata sede di un orologio che ogni giorno un guardiano carica. Limitrofo alla torre vi è un frutteto, voluto da Federico II di Svevia, nel quale attualmente non si può accedere.
Si può invece entrare nel Castello: all’interno vi sono stanze immense, oggi semi vuote (a parte una che ospita una mostra di quadri), ma un tempo hanno assunto diverse funzioni, in particolare una parte era dedicata all’amministrazione.


Una parte del castello.


Una parte esterna del Castello.


Una stanza del castello.

Il Castello un tempo era il continuum di una sorta di muraglia che proteggeva l’intera città, e su ogni colle era presente una torre di 20 metri. Oggi solo una parte del Castello è protetto da mura.
Molto interessante è la parte sotto dell’edificio, che si erge su della pietra, nella quale ci sono cunicoli utilizzati come via di fuga dai Conti, e delle nicchie che negli anni hanno assunto diverse funzioni: i sicani e i siculi trogloditi (i primissimi abitanti della zona) le avevano scavate per abitarci, vi era anche una parte dedicata al culto della natura, con altari dove si svolgevano sacrifici (questa zona è poi stata utilizzata dai Bizantini per battezzare le persone); più tardi queste nicchie sono state utilizzate dagli artigiani del Conte come botteghe.


Le nicchie.


Da notare il fatto che il soffitto trasudi del petrolio.

Dopo l’Unità d’Italia il Castello è stato poi utilizzato dalle suore.
Modica è una città che nel tempo è stata protagonista di diverse vicende. La guida ha speso infatti diverse parole sulla strage degli ebrei del 15 agosto del 1474: quel giorno infatti avvenne il più grande e feroce eccidio nei confronti degli ebrei fatto per mano dei Siciliani. Gli ebrei erano a capo dei più grandi affari commerciali e finanziari, anche perché nella mentalità siciliana dell’epoca la più grande realizzazione sociale stava nell’acquisizione di terre; ciò cominciò a pesare e i potenti della città iniziarono a sobillare le masse contro gli ebrei sperando di riuscire ad accaparrarsi i loro averi. Il giorno dell’Assunzione gli abitanti di Modica invasero il quartiere di Cartellone (chiamato così perché all’entrata vi era un cartello che diceva che lì abitavano gli ebrei) e fecero una strage, uccidendo a prescindere dal genere e dall’età; gli storici dicono che le strade rimasero rosse a causa del sangue per diversi giorni.
Lasciando perdere questo feroce avvenimento, oggi la città di Modica è molto accogliente e merita sicuramente di essere vista; vi consiglio in particolare la visita guidata del Castello perché è stata forse la cosa che più ho apprezzato, altrimenti non si riuscirebbe a capire l’edificio stesso, poiché attualmente è piuttosto spoglio.
E voi, avete in programma di visitare la città o ci siete già stati?

6 Risposte a “Modica e il Castello dei Conti”

  1. In tutti i tuoi post parli della mai isola: lo fai con dovizia di particolari e con una buona curiosità intellettuale. Grazie.
    Conosco bene Modica e tutto il territorio circostante ( Ispica Scicli Pozzallo e tutta la costa lunga e sabbiosa che guarda L’africa). Fai bene a parlare del castello meta poco conosciuta e apprezzata. Sei siciliana o solo un’amante della mai terra?
    Volevo anche invitarti a visitare questo mio blog dove troverai molti testi che hanno come oggetto la Sicilia e il suo mondo.
    http://enzorasiyahooit.blogspot.com/

    1. Grazie mille per gli apprezzamenti! Purtroppo vengo dalla pianura padana, però il mio bisnonno era siciliano e quindi il mio cognome lo è, ma non ho parenti giù. Vengo volentieri a visitate il tuo blog! 😊

  2. Ci sono stato lo scorso anno, purtroppo solo per mezzo pomeriggio, giusto il tempo di visitare l Cattedrale barocca e poco altro. Mi è piaciuta molto. E buona la cioccolata, vanto e gloria della città. Slurp!

    1. Modica a me è piaciuta proprio tanto, se dovesse capitarti, perditi nella visita al castello, magnifica!

  3. andai a Modica per presentare un paio di miei libri di poesia, l’ho trovata bellissima, anche se un po’ in decadimento (parlo del centro storico, non della cosidetta sorda, la parte nuova)

    1. Che bello! Ora il centro storico mi sembra piuttosto curato 😊

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