Sicilia sotterranea: le catacombe di Siracusa e di Palermo

Prendendo una piccola pausa dal diario di viaggio sulla mia permanenza in Sicilia, vi racconto di una mia grande passione: la parte sotterranea delle città. E’ una cosa che adoro, non so perché, ma mi intriga un sacco e quando ho la possibilità di visitarla, non mi faccio scappare l’occasione! Agli arbori del mio blog, vi avevo parlato di Napoli Sotterranea, quest’anno è la volta della Sicilia, in particolare Siracusa e Palermo.

CATACOMBE DI SAN GIOVANNI A SIRACUSA

Poco distanti dal Santuario della Madonna in Lacrime si trovano le Catacombe di Siracusa, dove è possibile accedere pagando un biglietto di 8 euro, che comprende anche la visita guidata ad esse, alla Basilica di San Giovanni e alla Cripta di San Marciano.
Queste Catacombe non sono state utilizzate come rifugio per i Cristiani poiché sono state costruite dopo l’Editto di Costantino, quindi questo luogo per seppellire i propri cari è stato costruito sottoterra solo per questioni igieniche. Attualmente non vi sono più ossa all’interno perché durante la Seconda Guerra Mondiale le catacombe sono state utilizzate come rifugio antiaereo per cui tutte le ossa sono state spostate presso l’attuale cimitero di Siracusa, e depositate in una fossa comune; va anche detto però che a partire dal sesto secolo diverse popolazioni che hanno invaso la città hanno distrutto le tombe sperando di trovare all’interno oggetti preziosi, per cui già da quel periodo questo luogo cominciò ad essere svuotato.
All’interno delle Catacombe vi sono due diversi tipi di tombe: il loculo, cavità rettangolare, utilizzata per i cadaveri di bambini o per i resti ossei; l’arcosoleo, tomba dei ricchi, spesso decorato dentro e fuori, che poteva ospitare da una persona a tutta la famiglia, infatti alcuni arcosolei presenti hanno ospitato anche 20/30 sarcofagi.


Le tombe ad arcosoleo sono quelle che hanno un arco nella parte superiore, mentre quelle rettangolari sono i loculi.

Le persone nei sarcofagi venivano poste in posizione fetale, sia per risparmiare spazio, sia perché si pensava che tale posizione favorisse il ricongiungimento dell’anima a Dio.
Le iscrizioni presenti nelle Catacombe sono tutte in Greco Antico, utilizzato in Sicilia fino al 16 secolo dopo Cristo.
Diverse sono le tombe: nella Galleria principale, ad esempio, si trova l’arcosoleo di Deodata, nome fittizio che significa “donata a Dio”, dove ha riposato una donna che ha consacrato la sua vita a Dio; nella zona sud, c’è l’arcosoleo Siracosio, dove è stato depositato il corpo di un vescovo della città di Siracusa.
Vi è una particolare struttura chiamata Rotonda di Adelfia, il più grande arcosoleo delle catacombe, che nasce da una cisterna, poi ulteriormente scavata dai Cristiani: nel 1872 l’archeologo Cavallari ha rinvenuto in questa sede il sarcofago appartenuto ad Adelfia, oggi visibile al museo archeologico della città.


Il sarcofago di Adelfia.

Una zona è chiamata la Rotonda delle Vergini, dove ci sono diversi sarcofagi scavati nella roccia, e in uno di essi sono state ritrovate delle scritte coi nomi di Fotina e Filomena, due donne morte rispettivamente all’età di 80 e 84 anni (all’epoca l’età media era di 25/30 anni, a causa dei parti e degli aborti spontanei) e si pensa che esse abbiano consacrato la loro vita a Dio e che l’intera rotonda sia stata dedicata alla prima attività monastica di quel tempo.
Vi è anche una camera privata destinata alle persone più importanti (appartenenti all’Impero o alla Chiesa), il cubicolo di Eusebio; quest’ultimo è stato un Papa esiliato a Siracusa, morto tra il 309 e il 310 dopo Cristo. Le sue spoglie sono state messe in un primo tempo a Siracusa e poi sono state spostate nelle Catacombe di San Callisto a Roma.

CATACOMBE DEI CAPPUCCINI A PALERMO

Vi dirò la verità, pensavo di restare più entusiasta dopo la visita a queste catacombe, ma in realtà le ho trovate quasi di cattivo gusto, mi spiego meglio: all’interno vi sono millemila cadaveri vestiti di persone esistite realmente, appese alla parete o imbalsamate e messe in delle teche. Sono la prima a rimanere affascinata dalle cose cupe, ma pensare che quelle siano state delle persone in carne ed ossa mi fa sentire a disagio, perché mi sembra quasi di star profanando il posto entrandoci e stando ad ammirarle. Non è possibile fare delle foto all’interno, ma sinceramente non le avrei fatte anche se fossero state concesse, per rispetto di quelli che un tempo furono esseri umani. Per rendere l’idea di quanto sto intendendo, vi posto delle foto che ho preso sul web, a scopo informativo.

Queste catacombe, alle quali si accede pagando un biglietto di 3 euro, sono formate da lunghi corridoi, ognuno destinato ad una categoria di persone diversa (uomini, donne, bambini, persone della chiesa), ma alla base vi è la ricchezza, poiché qui potevano accedere solo i corpi delle persone ricche.
A rompere la monotonia dei corridoi vi è una stanza, il colatoio, dove venivano posti i cadaveri prima di essere appesi. In questa stanza le persone decedute venivano messe sopra una graticola di pietre, le porte poi venivano chiuse ermeticamente per non fare uscire l’odore; i corpi venivano tolti da questa camera solo quando lo scheletro era diventato del tutto secco. Dal colatoio poi il cadavere veniva posto in un essiccatoio, dove veniva lavato, pulito con aceto, vestito e collocato nella nicchia nel corridoio. Alcuni cadaveri sono stati anche imbottiti con paglia, altri invece imbalsamati.

E voi, avete mai vistato delle catacombe?

[Come già anticipato nel post, le foto non sono mie, le ho prese dai seguenti siti:
Quelle delle Catacombe di Siracusa:
www.webalice.it
www.ifattisiracusa.it
www.luoghipensanti.it
www.italiavai.com

Quelle delle Catacombe di Palermo:
palermoviva.it
www.sorprendentesicilianita.it
alloggionline.com
www.cittametropolitana.pa.it]

4 Risposte a “Sicilia sotterranea: le catacombe di Siracusa e di Palermo”

  1. Grazie mille per le informazioni utili 😄

    1. Prego, grazie a te per la lettura 😊

  2. nel 2011 andai a Palermo da Piazza Armerina appositamente per visitare le catacombe: che suggestione e quanta storia in quel posto, altro esempio di luogo da valorizzare assolutamente non valorizzato (all’epoca il biglietto costava 2 euro) hai visto la piccola bara di Rosalia Lombardo?

    1. Ora il biglietto costa 3 euro. Siii, ho visto la piccola Rosalia😢😢

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