Palermo, tra mercati e tradizioni

Palermo è una città immensa, che offre mille cose da assaporare e bisognerebbe avere un tempo infinito per visitarla.
Abbiamo alloggiato in un appartamento comodo dal punto di vista del parcheggio, poiché ne avevamo uno privato, ma scomodo per quanto riguarda la distanza dal centro storico (era di circa 2 chilometri), e per quanto ho potuto osservare, penso sia meglio alloggiare in centro (se non avete una macchina, altrimenti è un mezzo incubo).

Il primo giorno siamo arrivate all’ora di pranzo, e dopo esso ci siamo addentrate nella città, dove siamo rimaste incantate dalla magnificenza del Teatro Massimo, situato in Piazza Verdi, che dà inizio alla Via Maqueda, un’area pedonale costellata di negozi di souvenir e posti dove mangiare cose tipiche (come le arancine e le granite), dove vi sono anche i Quattro Canti; quest’ultimi si trovano su di un incrocio ed in pratica è una piazza con delle fontane (quattro, appunto) disposte in modo simmetrico; il progetto si rifaceva all’idea delle quattro fontane di Roma (penso di avervene parlato qui) ed è molto particolare, quando ci siamo passate noi c’erano anche degli artisti di strada che cantavano della musica popolare e creavano proprio una bella atmosfera. Da qui poi abbiamo visitato la Cattedrale Arabo Normanna (ve ne parlerò nel prossimo post eheh), dalla quale siamo rimaste veramente affascinate.


Il Teatro Massimo.


Una fontana dei Quattro Canti.


Una Piazza a pochi passi dai Quattro Canti.


La porta di fianco alla Cattedrale.


La Cattedrale.

La sera siamo state invece nella Vucciria, un quartiere molto vissuto dagli universitari, dove è possibile bere con pochi euro (se ci capitate dovete per forza assaggiare lo zibibbo, io ne ero diventata dipendente). Questa zona, dopo averla vista anche di giorno, per me è magica: la sera trovate gente che fa festa, lucine nel buio e tanta allegria, mentre durante il giorno vi è il mercato dove è possibile anche farsi cucinare le cose sul posto e mangiare passeggiando e ammirando le bancarelle esposte dai negozietti che alla sera sono chiusi quindi ne ignorereste l’esistenza; che mi ha colpito particolarmente è stata una bancarella dell’antiquariato che vendeva fotografie vecchie, probabilmente di persone che volevano liberarsene, e cartoline d’altri tempi e con un pizzico di immaginazione era possibile rivivere i sentimenti di coloro che le avevano ricevute.

Il secondo giorno abbiamo visitato per prime le catacombe (ne avevo parlato qui) e poi abbiamo dedicato la mattina al Palazzo Reale, chiamato anche Palazzo dei Normanni, dove hanno vissuto i sovrani del Regno di Sicilia e ora è sede dell’Assemblea regionale. Si accede al Palazzo dal retro e al primo piano siamo rimaste incantate dalla Cappella Palatina e dai mosaici che la decorano, penso di non aver mai visto prima un mosaico così ricco, fantastico. E’ possibile visitare le sale dove si riunisce l’Assemblea regionale e le camere dei reali, che vi faranno sognare con tutti gli affreschi presenti. Al piano terra vi era una mostra di pittori fiamminghi (non so dirvi se questa sia ancora aperta), alla quale si può accedere pagando un altro biglietto, mentre è possibile visitare gratuitamente la mostra sul lavoro della polizia scientifica in Italia, che dà la possibilità al visitatore di incontrare la realtà che tutti i giorni questo tipo di polizia incontra: con le immagini e con i racconti la mostra narra la storia, dai tempi del fascismo ad oggi, e ad arricchire il tutto vi sono dei documentari, che fanno veramente commuovere.
Dopo pranzo abbiamo visitato il mercato di Ballarò, e siamo rimaste incantate dalla sua vastità e da tutto ciò che offre: è un mercato alimentare, composto da millemila bancarelle che vendono principalmente frutta, verdura e pesce, e alcune di esse lo cucinano al momento, cosa assolutamente sconosciuta e non praticata al nord, che ci ha affascinato tantissimo.
Dopo aver passeggiato nel Giardino Garibaldi, dove vi sono alberi centenari che incantano, siamo state al Foro Italico, che è la zona sul mare della città: ho sempre pensato che una città di mare avesse per forza la spiaggia, ma Palermo ha confermato la tesi opposta, infatti ha un grande porto, ma i Palermitani se vogliono andare al mare, si spostano a Mondello, un posto vicinissimo alla città, ben collegato coi mezzi pubblici, che purtroppo per questioni di tempo non siamo riuscite a visitare.

Qualche scatto del Palazzo Reale e della Cappella Palatina:


Un albero del Giardino Garibaldi.


Il Foro Italico.

Siccome abbiamo voluto visitare Cefalù e Monreale, degli altri giorni abbiamo dedicato solo la sera a Palermo.
Sicuramente dovrò tornare nella città perché è qualcosa di unico, offre attrazioni per tutti i gusti e la magia della Vucciria mi ha incantato. Ai miei amici dico sempre che in Sicilia bisogna perdersi, e a Palermo in particolare, perché perdendosi si assapora l’atmosfera magica della città.

E voi, avete già visitato il capoluogo siciliano?

6 Risposte a “Palermo, tra mercati e tradizioni”

  1. La Sicilia, come tutto il Sud, fu dissanguata dal fascismo e già lo era a causa delle politiche post Risorgimento.
    Palermo è unica al Mondo, parola di mezzo siculo 😏😏🤗

    1. Si, è veramente bella😍

  2. Palermo è la mia città, e fa sempre un certo effetto leggere le prime impressioni di chi viene a trovarci. Anche perché molti luoghi mi sono talmente familiari ormai che quasi li do per scontati! Mi fa piacere che ti sia divertita, ti faccio solo notare una cosa: anche io pensavo da piccolo che Mondello fosse un comune a parte, ma in effetti è il nome di una zona di Palermo! Il fatto è che noi palermitani non diciamo mai “andiamo al mare” ma “andiamo a Mondello”, quindi probabilmente scateniamo molta confusione xD

    Kalos

    1. Ah cavolo, esatto, ho sentito sempre parlare di Mondello come se fosse una città a parte, appena prendo in mano il pc correggo, grazie mille!!

  3. Bellissima città 😄

    1. Assolutamente 😍😍

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